08.02.12

Cosė Masci aveva messo nel mirino Andreola

Operazione Caligola. Due mesi di scontri e di controlli sulle attività del dirigente poi arrestato

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Cosė Masci aveva messo nel mirino Andreola

PESCARA - Due mesi di contrasti, di fitta corrispondenza tra uffici, di delibere rispedite al mittente e poi rivedute e corrette. Le vicende finite poi al centro dell'inchiesta Caligola, condotta dalla squadra Mobile di Pescara e dalla Procura dell'Aquila, erano già finite sotto i riflettori della Struttura speciale di supporto ispettivo contabile della Regione che fa capo all'assessore Carlo Masci. Ma nessuno, fino ad oggi, ne era a conoscenza. Tranne la Procura aquilana, appunto, che ha posto sotto sequestro parte di questi atti. Al centro di tutto c'è la delibera della Giunta regionale n.856 del 15 novembre 2010. Oggetto: il Programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico. Si tratta della delibera firmata dal dirigente Giovanna Andreola, uno dei personaggi chiave dell'inchiesta sul giro di presunte tangenti e incarichi fittizi della Ecosfera. Un atto attraverso il quale la Regione affida all'Oics, l'Osservatorio interregionale sulla Cooperazione allo Sviluppo, una serie di servizi di supporto assistenza al programma europeo. In particolare, l'emanazione e gestione di una procedura ad evidenza pubblica per l'affidamento di servizi di assistenza tecnica a favore dell'autorità di Audit e del Group of Audotors, per un importo di 500mila euro. Il dirigente della Struttura ispettiva di controllo della Regione contesta l'atto, ritenendo irregolare la procedura e, su disposizione dell'assessore, predispone una delibera di giunta di rettifica che viene approvata il 15 febbraio del 2011 ma soltanto dopo una serie di incontri-scontri, sia verbali tra l'assessore e l'Andreola, sia attraverso comunicazioni scritte fra i dirigenti, in cui ciascuna delle parti tende ad avvalorare le ragioni dei propri atti. Tutto questo, prima della fatidica data del 9 gennaio scorso, quando l'inchiesta Caligola entra nel vivo con le misure cautelari che porteranno agli arresti domiciliari la dirigente regionale Vanna Andreola e il marito Michele Galdi, l'ex assessore regionale Lamberto Quarta, in qualità di ex amministratore della Ecosfera, Duilio Gruttadauria e la moglie Anna Maria Teodoro e Mario Gay. Quest'ultimo è tra l'altro il vice presidente dell'Oics, l'Osservatorio interregionale sulla cooperazione allo sviluppo che avrebbe dovuto beneficiare dell'atto deliberativo del novembre 2010. L'organismo, che fa capo a tutte le Regioni, è oggi presieduto dal governatore della Puglia Nichi Vendola, in nessun modo coinvolto nell'inchiesta giudiziaria. Fu il vecchio dirigente del settore ispettivo e contabile della Regione a rilevare le prime irregolarità nella delibera del 15 novembre 2010, che la Giunta Chiodi aveva tuttavia approvato senza accorgersi che quell'affidamento dell'Autorità di Audit del programma europeo alla Oics presentava delle irregolarità. Ma, prima di giungere alla rettifica dell'atto con la delibera successiva del 15 febbraio 2011, lo stesso dirigente lasciava il suo ufficio per raggiunti limiti di età. A quel punto si apriva la delicatissima partita della sua sostituzione, mentre lo scontro tra uffici, quello che faceva capo all'Andreola e il settore di Carlo Masci, si inaspriva sempre di più sulla vicenda Oics. La nuova dirigente subentrata nel settore ispettivo della Regione non faceva però altro che sostenere le ragioni del suo predecessore. Anzi, su sollecitazione dell'assessore, invitava tutti i settori coinvolti nei programmi europei a fornire l'elenco delle consulenze esterne: nomi, qualifiche, incarichi e professionalità, senza ottenere a quanto pare risposta. Il resto è storia di oggi.

Saverio Occhiuto

da: Il Messaggero 

08.02.12