15.11.09
Mingione: "Non abbiamo bisogno di ribadire la nostra fiducia nel lavoro dell’architetto Lepore"
PESCARA - “Non abbiamo bisogno di ribadire la nostra totale fiducia nel lavoro dell’architetto Miki Lepore, chiamato dal sindaco Albore Mascia ad un compito di alta responsabilità nel suo staff.
PESCARA - “Non abbiamo bisogno di ribadire la nostra totale fiducia nel lavoro dell’architetto Miki Lepore, chiamato dal sindaco Albore Mascia ad un compito di alta responsabilità nel suo staff. Ci preme piuttosto sottolineare l’incongruenza nelle dichiarazioni dei consiglieri comunali del Pd che, da una parte sostengono la meritocrazia, dall’altra la contestano nei fatti”. A parlare è il coordinatore provinciale di Pescara Futura/Rialzati Abruzzo, Vittorio Mingione. “Il Pd non può dimenticare che Lepore è professore associato alla Università d’architettura d’Annunzio e docente di progettazione ambientale con titoli a livello nazionale ed internazionale e, dunque, professionista assolutamente esperto del settore per il quale ha assunto l’incarico; ricordo inoltre che Lepore ha elaborato il programma elettorale del centro destra e che, pure in questo caso, è la persona più indicata alla sua realizzazione. Nonostante ciò mi sforzo di capire le ragioni per le quali il Pd ha inserito Lepore nel calderone delle nomine del sindaco. Lo ha inserito non perché non lo ritiene adatto al compito che gli è stato affidato, quanto piuttosto per tentare di colpire la sua immagine, avendo compreso che Lepore è il professionista che può far camminare la macchina comunale conoscendone ogni meccanismo e può controllare minuziosamente a che l’amministrazione segua il programma elettorale votato dai cittadini ed in base al quale hanno concesso la loro fiducia alla coalizione guidata da Mascia. Meritocrazia, termine tanto caro al Pd, già ma è un termine del quale il Pd si riempie solo la bocca. Un esempio? Eccolo: ricordate quando la giunta D’Alfonso assunse persino un cerimoniere in Comune? Nulla ebbero da ridire all’epoca i suoi consiglieri e assessori. Bene, che c’entra la meritocrazia con quella nomina?”.
